Pochi giorni fa, come già riferitovi, ci sono stati parecchi assalti da parte di Kebab. Riportiamo qui il racconto di Davide (nella prima foto) assalito, mentre si trovava insieme a Saverio (nella seconda foto), nei pressi dell'Università di Palermo.
Eravamo appena usciti da lezione quando sentimmo da dietro un rumore cupo e forte, come di un terremoto, ci girammo di scatto e scrogemmo in lontananza una nube, una specie di vortice però non verticale, orizzontale, radente il suolo che si muoveva velocemente verso di noi, inizialmente non riuscivamo a capire cosa fosse ma nonappena il vortice fu più vicino notammo un fenomeno che chiarì subito la situazione il vortice inglobava tutto ciò che gli capitava vicino, si trattava di un Kebab gigante impazzito, a questo punto notai un mezzo Sorriso nella faccia di Saverio e lo sentì esclamare "Non ne ho mai visto uno così grosso! Eppure dovremo abbatterlo" era tanta l'emozione per un avvistamento così improvviso che non capivamo ancora qualepericolo stessimo correndo, almeno fin quando il Kebab non ha inglobato un ciclomotore che poteva distare da noi non più di 200 metri, a quel punto non c'era altro da fare se non affidarsi al vecchio e saggio rito della "caedes kebabis inferocitis" che tarmite il sapiente uso di sciabole ben affilate consente di attirare in trappola il kebab inferocito costringendolo a girare intorno ad un grosso albero per poi abbatterlo ai primi segni di stanchezza.Appena il kebab fu abbastanza vicino impugnammo le nostre sciabole e ci arrampicammo su un gigantesco pino che distava pochi metri dalla nostra posizione, il kebab ovviamente ci aveva già visti e puntava propio su di noi, nonappena ci vide sull'albero cominciò a girargli intorno ad una velocità impressionante, il che in fondo ci faceva ben sperare, perchè era proprio questo quello che volevamo, tutto sembrava andare per il meglio quando notammo che il tronco del Pino era sempre più piccolo, Il kebab stava inglobando l'albero che avrebbe dovuto fare da trappola. A quel punto ci guardammo negli occhi, le nostre sensazioni si accavallavano e all'iniziale stupore si unì la paura di essere inglobati una volta che il pino fosse diventato troppo piccolo per reggerci, la trappola per il kebab era diventata una trappola per noi.Non sapevamo cosa fare, mentre intanto il kebab senza mostrare alcun segno di stanchezza continuava a indebolire l'albero, tutto sembrava giocare contro di noi, quando d'un tratto mi accorsi che più in alto nell'albero era agganciata una fune che collegava ad un albero vicino, feci segno a Saverio che era più vicino alla fune, lui capì subito qual era il mio progetto, così, senza che il kebab (che continuava a giare vorticosamente sotto di noi) si accorgesse di nulla prima Saverio e dopo io ci spostammo sull'altro albero dal quale scendemmo con passo felpato avvicinandoci al kebab che intanto aveva quasi distrutto il pino, nonappena fummo abbastanza vicini assestammo al kebab dei colpi di sciabole, resi più efficaci dalla velocità rotazionale che il kebab aveva aasunto girando intorno all'albero. Pochi secondi dopo il kebab si accasciò al suolo emettendo un urlo che quasi ci spaccò i timpani.Eravamo salvi, contenti di essere ancora vivi, stupiti per l'intelligenza mostrata dal Kebab e allo stesso tempo un pò amareggiati per essere stati costretti ad abbattere un così bell'esemplare, credo che sarà difficile per noi tornare a osservare i kebab come una volta dopo quello che abbiamo vissuto.
Nelle foto in basso potete vedere dunque il Kebab gigante, un esemplare magnifico anche se, forse, piuttosto vecchio data la mancanza quasi completa della pelliccia.


Se volete raccontarci le vostre storie riguardanti i kebab o avete fotografie da inviarci contattateci ( dedozzo @ tiscali.it ) e saremo ben lieti di pubblicarle.