Riportiamo il racconto integrale di José Nazareno Enquivist, un contadino polacco assalito da un kebab 2 giorni fa nella tundra.
Stavo come ogni giorno zappando la neve nella tundra in attesa che le capre finssero di pascolare. Mi ero fermato un attimo per rifocillarmi con dell'ottimo salame milano e per bere un goccio del whisky fatto dalla zia di mia suocera. Dopo il quarto sorso - lo ricordo bene, era proprio il quarto - ho sentito le pecore belare come non mai, così mi sono avvicinato per vedere cosa stesse succedendo. Mi sono trovato davanti ad una scena agghiacciante: un Kebab delle Nevi stava mangiando tutto il grege lasciando solo qualche osso sparso qua e la.
Sono tornato subito indietro a riprendere la zappa che avevo lasciato cadere, ma il kebab si è accorto della mia presenza e ha iniziato ad inseguirmi. E' difficile sfuggire ad un kebab, se si mette in testa qualcosa la ottiene quasi sempre. Fortunatamente il Kebab delle Nevi è noto per la sua lentezza, ma al contrario degli altri tipi di kebab è un prodigioso fondista: ho dovuto correre per 6 miglia inseguito da questo ammasso di carne e pelo rotolante.
La mia salvezza sono state due pantegane che si trovavano li, il kebab ha preferito mangiare loro e risparmiarmi la vita. Posso affermare di essere un miracolato.
Ora scusatemi, ma ho bisogno di un altro cicchetto per riprendermi.
Noi intanto siamo sempre in attesa che la nostra inviata torni con l'intervista a Bernard Griwst.